venerdì 31 luglio 2009

L'esercizio della crudeltà

Ogni volta che un pensiero dannoso ti attraversa la mente - gelosia, autocommiserazione, pene d'amore, invidia, odio, ecc.. - comportati in questo modo:
conficca l'unghia dell'indice alla base dell'unghia del pollice, finchè il dolore sia molto intenso. Concentrati sul dolore: esso sta riflettendo nel campo fisico la sofferenza che provi nella sfera spirituale. Allenta la pressione soltanto quando il pensiero avrà abbandonato la tua mente.
Ripeti l'azione per il numero di volte che risulterà necessario, ancheuna di seguito all'altra, fino a quando il pensiero ti avrà abbandonato. Con il passare del tempo, esso sopraggiungerà sempre più diradato, e poi svanirà del tutto, purchè tu continui a conficcare l'unghia ogni vlta che si presenterà.

Tratto da "Il Cammino di Santiago" di Paulo Coelho

mercoledì 15 luglio 2009

Siberia

Il ghiaccio si confonde
con il cielo, con gli occhi
e quando il buio si avvicina
vorrei rapire il freddo
in un giorno di sole
che potrebbe tornare in un attimo solo.

Forse stanotte,
se avro' attraversato
la strada che non posso vedere
poi in un momento
copriro' le distanze
per raggiungere il fuoco
vivo sotto la neve.

I nostri occhi impauriti
nelle stanze gelate,
al chiarore del petrolio bruciato
e oltre il muro il silenzio,
oltre il muro solo ghiaccio e silenzio.

Aspettero' questa notte pensandoti,
nascondendo nella neve il respiro,
poi in un momento diverso dagli altri
io copriro' il peso di queste distanze...
di queste distanze... di queste distanze...
Di queste distanze...

Diaframma, dall'album Sibera - 1984

lunedì 13 luglio 2009

Dove si va da qui

Sapere sempre dove sei
Ti può smarrire
Hai la pelle liquida
In mezzo al sole
Ma la tua sigaretta è immobile
Così graziosamente
Che improvvisamente poi
Non accade niente
Dove si va da qui
Son le dita
A convincerti che
Ciò che eri
L’hai portato con te
Dove si va da qui
Chiederti sempre dove sei
Ti può smarrire
Hai già la pelle liquida
In mezzo al sole
Dove si va da qui

Afterhours - I Milanesi ammazzano il Sabato

giovedì 9 luglio 2009

Ieri sera pensavo che...

... sarò veramente felice quando tutte le mie tecniche di auto-depressione falliranno miseramente!

martedì 30 giugno 2009

Non è sicuro che le cose si sistemeranno

... questo è il pensiero che mi è rimasto in testa dopo aver sentito l'ennesima storia d'amore andata in malora.
Scopri che una brava persona che stimi e che ti aspetti che dopo aver già sofferto si meriti finalmente una cosa dritta e giusta... e invece no. Un altro casino... altro dolore...
E il dispiacere per il suo dolore inconsolabile si confonde con il dolore personale. In parte il ricordo di quello che ho già passato, il che mi fa capire come sia inconsolabile in quei momenti una persona.
In parte dovuto all'inutilità della mia persona in quei momenti. Si perchè l'egoismo, il bisogno di sentirsi importanti e utili mi spinge a dire le solite frasi. "Non ti meritava", "Non può sempre andare male", "Arriverà il tuo momento" e le solite stronzate.
Le solite stronzate che dico e che inconsciamente servono più a convincere me stesso che non la persona in questione. Se le cose si sistemassero per lei, c'è una speranza che si sistemino anche per me.
Ma alla fine resta il dispiacere per non essere stato in grado di trovare una sola cazzo di parola utile... e il dolore di non essere riuscito a convincere nemmeno me stesso sul fatto che prima o poi, inevitabilmente, le cose si sistemeranno.
Eh già perchè non c'è garanzia che vada così. Magari è vero in generale, magari è vero che uno alla fine si convince che le cose si siano sistemate (si accontenta o si inganna?). Ma, semplicemente, le cose potrebbero anche non sistemarsi. E tutte quelle frasi tipo "vedrai che troverai un'altra e capirai che è stato meglio così" potrebbero spudoratamente essere delle bugie.
In un libro che ho letto si sosteneva questa teoria: le decisioni (nostre e degli altri) condizionano la nostra vita la quale è inevitabilmente una soltanto. Pertanto, come poter dire che era meglio una scelta piuttosto che un'altra se non abbiamo a disposizione almeno due vite per fare un confronto dei risultati? Non si può... ci si può credere, ci si può convincere, ci si può ingannare, ci si può rassegnare... Questo dipende da ognuno di noi, credo.
Quindi mi sono anche convinto del fatto che la conclusione "è un mondo di merda" sia riduttiva e fondamentalmente sbagliata. Non è colpa del mondo, ma probabilmente di chi lo vive come me. Sempre di merda si tratta, ma è giusto che ognuno si assuma le proprie responsabilità.